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Aggiornato il: ott 31

Sono le 23 di sera. Sono di ritorno a casa. É buio. Ormai mi sono abituata, passo svelto e testa bassa. Ho paura di incrociare lo sguardo sbagliato. Solo a volte prendo coraggio e mi guardo dietro. Cerco di non far caso alle persone che mi sono intorno. La mia testa vaga in un oceano di pensieri cupi e oscuri. E in un attimo si affolla di strane paure. Vedo un gruppo di ragazzi. Passo nel marciapiede opposto. Cambio rotta. Qualcuno cammina da solo come me. Ma la paura rimane. Cammino in strade strette. A tratti isolate. Su qualsiasi strada io muova i miei passi la paura è la stessa. E se qualcuno mi aggredisse, mi violentasse o mi uccidesse? Magari solo per il gusto di farlo. Continuo a camminare senza badare a nessuno, accompagnata solo dalle mie mille paranoie. E mentre sono assalita da questa assurda angoscia mi chiedo: è mai possibile aver paura di camminare da sola per una strada? Aver paura di essere importunata, o di trovarmi in quel famoso "luogo sbagliato al momento sbagliato?"

I miei pensieri sono assurdi. Me ne rendo conto. O forse non lo sono? Perché viviamo in un mondo malato, in cui vieni ucciso per qualche spicciolo. Stuprata in gruppo da selvaggi. E ucciso da un gruppo di 5 animali a mani nude.


Saranno pure semplici e stupide paure le mie, ma mi terrorizza il pensiero che la vita per molti non abbia un valore.

Che non abbiano una coscienza, autocontrollo, che non siano umani e razionali. Mi spaventa che potrei morire per il gioco crudo e disumano di un altro.


Sono tante le notizie che si vedono in tv, che si leggono sui giornali, su mogli uccise dai propri compagni, di uomini che uccidono per un rifiuto. Di aggressioni, stupri. E ho paura che anch'io possa finire in quella lista di innocenti, che si trovavano solo nel "luogo sbagliato al momento sbagliato" . Come se la colpa fosse della vittima e mai della mente malata e disturbata del carnefice.


Riusciremo mai a dare il giusto valore alla vita? Soprattutto a quella dell'altro.

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