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Cosa sta succedendo in Polonia? /¿Qué está pasando en Polonia?


(Versione italiana)

In Polonia non si fermano le proteste. Il Paese é innondato dalle manifestazioni scatenate dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha reso le regole sull’aborto ancora più restrittive.

Dichiarando che gli aborti per anomalie fetali violano la Costituzione.

Prima della decisione della Corte, la Polonia permetteva l’interruzione della gravidanza solo per anomalie fetali, in caso di minaccia per la salute della donne o per incesti o violenze.

La maggior parte degli aborti legali ( 1074 dei 1100 realizzato l’anno scorso) furono il risultato di anomalie fetali.


La Polonia é uno dei Paesi in cui le leggi sull’aborto sono le più restrittive. La chiesa cattolica nel Paese ha un’influenza molto forte. Molte donne polacche partono all’estero per abortire o praticano l’aborto in maniera illegale. Dato che anche l’interruzione legale presenta molti ostacoli. Tra questi i medici: molti si rifiutano di realizzare l’interruzione. In Polonia i medici possono rifiutarsi di realizzare l’aborto legale e anche di prescrivere contraccettivi per motivi religiosi.


In molti pensiamo: adesso ci hanno tolto quasi totalmente il diritto ad abortire, cosa ci toglieranno la prossima volta?

Abbiamo intervistato una ragazza polacca che partecipa attivamente alle proteste, purtroppo la sua identità dovrà rimanere anonima per ragioni di sicurezza.


INB: Il Tribunale Superiore ha imposto una proibizione quasi totale del aborto. Decine di migliaia di polacchi stanno ignorando le restrizioni imposte per il Covid-19 per protestare contro questa decisione. Cosa sta succedendo nelle strade polacche?


J: I polacchi stanno protestando in manifestazioni in tutto il Paese e fuori dal Paese. La settimana scorsa ho letto che approssimativamente 150 città in Polonia e più di 60 città fuori dal Paese hanno manifestato contro questa nuova legge. Continuano a protestare tutti i giorni, motivo per cui il numero é sicuramente aumentato. Solo questo venerdì nella capitale polacca, Varsovia, più di 100.000 mila persone hanno manifestato contro la sentenza del Tribunale Superiore e contro la politica del governo.

Ci sono manifestazioni nelle strade, tanto nelle città grandi quanto nei piccoli paesi. Secondo me, le persone che stanno manifestando nei paeselli dove si conoscono tutti, dove nessuno é anonimo, meritano un riconoscimento speciale, é un atto di coraggio e mi congratulo con loro per questo.


INB: Migliaia di persone stanno quindi manifestando, ma cosa chiedono al governo?


J: I Polacchi che stanno manifestando contro questa ultima decisione del Tribunale Superiore chiedono soprattutto che il governo ammorbidisca le direttive.


INB: Chi sta partecipando in queste manifestazioni?


J: La cosa curiosa é che in questa massiva manifestazione stanno partecipando i cattolici (che considerano questa nuova legislazione molto crudele e disumana), come persone di orientamento politico di sinistra che lottano per il riconoscimento dei diritti di LGBTI e contro la violazione dei diritti umani.


INB: Qual é la situazione in Polonia in merito “all’ideologia LGBT”?


J: Bisogna menzionare che in Polonia, decine di piccoli paesi si sono dichiarati liberi di “ideologia LGBT”, che é quello che costituisce la politica del governo per far diventare la Polonia un paese libero dagli omosessuali. In tutto il Paese si sono create zone libere di LGBT. Nonostante questo stia suscitando molto polemica, dato che la maggior parte della società non é così conservatrice come vuole far vedere il governo di ultra-destra.


INB: Tu hai detto che i polacchi stanno manifestando in Polonia ma anche in altri Paesi, puoi farci un esempio?


J: Io sono polacca ma vivo a Valencia e qui al momento sono state organizzate 2 manifestazioni. Valencia non é un posto in cui vivono molti polacchi, ma sono felice che abbiamo potuto manifestare la nostra opinione. Qualcuno potrebbe dire: “a te che ti importa di tutto questo se non vivi in Polonia.” Mi importa molto, perché sono polacca, perché sono donna e perché mi interessano i diritti umani e non posso accettare questa ingiustizia.


INB: Come ti senti nel vivere questa situazione lontano dal tuo Paese?


J: Vivendo all’estero mi sembra che sto vivendo la situazione più intensamente. Sento che devo fare qualcosa e lo faccio diffondendo l’informazione, ho partecipato alle manifestazioni ma ancora sento di non aver fatto abbastanza, mi sento impotente. Mi piacerebbe essere lì, manifestare con i miei amici nelle strade. É la nostra rivoluzione.


INB: Per quanto ancora avranno luogo le manifestazioni?


J: Nessuno sa quanto dureranno, il governo continua a non mostrare nessuna voglia di risolvere questa situazione. Il Presidente della Polonia, Andrzej Duda dice che ristabilirà in parte l’aborto per malformazione, ma non ha detto altro. La risposta del Presidente é contraria alle opinioni di

Jarosław Kaczyński ( Presidente del partito lìnder- Legge e Giustizia e vicepremier ministro polacco). Il Movimento di Duda sembra che faccia parte di una strategia per tranquillizzare la società, ma come ho detto prima, il governo non mostra alcun interessa nel tranquillizzare la situazione e soddisfare les richieste dei manifestanti.


INB: Il Governo polacco come sta reagendo alle proteste?


J: Jarosław Kaczyński ha detto di “difendere le chiese” quanto possibile dagli attacchi dei manifestanti. Invece di tranquillizzare la società e dare spazio a un dialogo, é andato in onda con un comunicato officiale nella televisione pubblica, parlando delle manifestazioni come di una guerra civile. Ha detto che chi manifesta contro l’ultima decisione del Tribunale Superior vuole distruggere la Polonia e che bisogna “difendere le chiese qualunque prezzo”. Ha parlato dritto alla camera, sullo sfondo le bandiere polacche. I critici l’hanno paragonato con la dichiarazione della legge marziale realizzata nel 1981 dal rider comunista Wojciech Jaruzelski.


INB: Coloro che non possono partecipare alle manifestazioni, cosa possono fare?


J: Diffondere l’informazione per le reti sociali. C’é anche da menzionare le persone che continuano a diffondere il contenuto sulla situazione attuale nelle reti sociali. A causa della situazione attuale sappiamo che non tutti possono partecipare alle manifestazioni. Ma la diffusione dell’informazione continua ad essere importante. Ci ho fatto caso in Spagna, dove si parlava poco della crisi polacca.

Quando ho iniziato a diffondere les informazione, spiegando il problema e le possibili conseguenze, i miei amici non ci credevano, gli sembrava assurdo che un Paese che non é tanto lontano dalla Spagna e forma parte dell’Unione Europea proibiva l’aborto in caso di malformazioni del feto, includendo casi estremi come la Sindrome di Edwards etc..


INB: Non avete paura della propagazione del virus? Visto l’aumento dei casi in Polonia.


J: Si, abbiamo parera però la situazione ci ha obbligato ad uscire per le strade. O meglio, il nostro governo ci ha obbligato a farlo. In molti pensiamo: adesso ci hanno tolto quasi totalmente il diritto ad abortire, cosa ci toglieranno la prossima volta?



(Versión original en español)


El último fallo judicial del Tribunal Superior: los abortos por anomalías fetales violan la Constitución, una decisión que no puede apelarse.

Antes de la decisión del Tribunal Constitucional del jueves, Polonia solo permitía la interrupción del embarazo por anomalías fetales, en caso de amenaza para la salud de la mujer o por incestos o violaciones. Pero, en la práctica, la abrumadora mayoría de los abortos legales (1074 de los 1100 realizados el año pasado) fueron el resultado de anomalías fetales.


Polonia es uno de los Países donde las leyes sobre el aborto son las más restrictivas. La Iglesia católica en el Pais tiene una influencia muy fuerte.

Muchas mujeres polacas viajan al extranjero para abortar o se los practican de manera ilegal. Ya que la interrupción legal présenta muchos obstáculos. Entre todo los médicos: muchos niegan a realizar las intervenciones.

En Polonia, los médicos pueden negarse a realizar un aborto legal y también pueden negarse a recetar anticonceptivos por motivos religiosos.


Muchos pensamos - ahora nos quitaron casi totalmente el derecho de abortar, que nos quitarán la próxima vez?

Hemos entrevistado una chica polaca qui participa muy activamente a las protestas, sin embargo su identidad tendrá que ser anónima por razones de seguridad.


INB: El tribunal superior ha impuesto una prohibición casi total del aborto.

Decenas de miles de polacos han desafiado las restricciones impuestas por la Covid-19 para protestar contra este fallo.

¿Qué estás pasando ahora mismo en las carreteras polacas?


J: Los Polacos están protestando en manifestaciones en todo el país y fuera del país. La semana pasada he leído que aproximadamente 150 ciudades en Polonia y más que 60 ciudades fuera del país manifestaron contra esta nueva legislación. Siguen habiendo protestos todos los días, por lo cual este numero seguramente ha aumentado. Solo este último viernes en la capital de Polonia - Varsovia, más que 100.000 personas manifestaron contra la sentencia del Tribunal Superior y contra la política del gobierno.

Hay manifestaciones en las calles, tanto en ciudades grandes como en pueblos. En mi opinión justamente las personas que van a manifestaciones en pueblos donde todos se conocen, donde nadie es anónimo, merecen un reconocimiento especial, es un acto de coraje y les felicito por ello.


INB: Decenas de miles de personas están manifestando, ¿Pero qué es lo que piden al gobierno?


J: Los Polacos que están manifestando contra está última decisión del Tribunal Superior piden sobre todo que el gobierno suavice las directrices.


INB:¿Quién están participando en estas manifestaciones?


J: Lo curioso es que en esta masiva manifestación se han juntado tanto católicos (que consideran esta nueva legislación demasiado cruel e inhumana), como los izquierdistas y personas que luchan por el reconocimiento de los derechos de LGBTI y contra la violación de los derechos humanos.


INB:¿Cuál es la situación en Polonia sobre “la ideología LGBT”?


J: Hay que mencionar que en Polonia, decenas de pequeños pueblos se han declarado libres de "ideología LGBT”, lo que forma parte de la politica del gobierno para hacer en Polonia un país libre de los homosexuales. En todo el país se han creado zonas libres de LGBT. Sin embargo esta habiendo mucha polémica con este tema, ya que mucha parte de la sociedad no es tan conservadora como lo quiere ver el gobierno ultraderecha.


INB: Tú has dicho que los polacos están manifestando en Polonia y también en otros Países. ¿Por ejemplo?


J: Yo soy polaca pero vivo en Valencia, y aquí de momento se han organizado 2 manifestaciones. Valencia no es un sitio donde vivan muchos Polacos, pero me alegro que pudimos juntarnos y manifestar nuestra opinión. Alguien podría decir a ti que te importa todo esto que ya no vives en Polonia”. Pues, me importa muchísimo, porque soy Polaca, porque soy mujer y porque me importan los derechos humanos y no puedo aceptar esta injusticia.


INB:¿Cómo estas viviendo esta situación lejos de tu Pays?


J: Estando fuera de mi país me parece que estoy viviendo esta situación más intensamente. Siento que tengo que hacer algo y sigo difundiendo la información, he participado en la manifestación pero aún así tengo la sensación que no es suficiente, me siento impotente. Me gustaría estar allí y manifestar con mis amigos en las calles. Es nuestra revolución.


INB:¿Por cuánto tiempo durarán las manifestaciones?


J: Nadie sabe cuanto durarán las manifestaciones, el gobierno no muestra muchas ganas para resolver esta situación. El Presidente de Polonia, Andrzej Duda dice que se restablecerá en parte el aborto por malformación, no especifica los detalles. La respuesta del presidente es contraria a las opiniones de Jarosław Kaczyński (el presidente del partido línder - Ley y Justicia y viceprimer ministro polaco). El movimiento de Duda parece parte de estrategia para tranquilizar la sociedad, sin embargo, como mencionaba antes, el gobierno no muestra el interés para tranquilizar la situación y satisfacer las demandas de los manifestantes.


INB: ¿Cómo esta reaccionando a las protestas el gobierno polaco?


J: Jaroslaw Kaczynski ha llamado a "defender las iglesias" ante posibles ataques de los manifestantes. Al lugar de tranquilizar la sociedad y abrir el espacio al dialogo, sale en un comunicado oficial en la televisión publica, hablando como si esto fuera un guerra civil. Dijo que los que manifiestan contra esta última decisión del Tribunal Superior quieren „destruir Polonia” y que „hay que defender las iglesias a cualquier precio”.

Habló directamente a la cámara sobre un fondo con banderas polacas. Enseguida los críticos lo compararon con la declaración de ley marcial realizada en 1981 por el líder comunista Wojciech Jaruzelski.


INB: Por las personas que no pueden participar a las manifestaciones,¿qué es lo que puede hacer?


J: Difundir la información por las redes sociales. También hay que mencionar las personas que siguen difundiendo contenido sobre la situación actual por redes sociales. Debido a la situación actual sabemos que no cada uno puede participar yendo a las manifestaciones. Sin embargo la difusión de la información sigue siendo importante. Yo lo noté mucho en España, donde se habla poco sobre esta crisis polaca.

En cuando empecé a difundir las informaciones, explicando el problema y posibles consecuencias, mis amigos no se lo podían creer, les pareció tan absurdo que un país que no es tan lejano a España y forma parte de Union Europea, prohiba el aborto en casos de malformación del feto, incluyendo casos extremos como el síndrome de Edwards etc.


INB:¿Tenéis medio por la propagación del virus? Ya que los casos de contagios en Polonia están aumentando.


J: Sí, tenemos miedo por la propagación del virus, pero la situación nos obligó salir a la calle. O mejor decir- nuestro gobierno nos obligó hacerlo. Muchos pensamos - ahora nos quitaron casi totalmente el derecho de abortar, que nos quitarán la próxima vez?



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