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Covid-19: il nemico invisibile

Aggiornato il: ott 31



Piano piano stiamo iniziando ad addentrarci alla tanto attesa fine del lockdown, dopo mesi di reclusione necessaria e forzata. Nonostante però la tragicità della pandemia sembra che il messaggio del: riprendiamoci la nostra quotidianità, ma con cautela, non sia stato ben recepito!

Più che la paura del virus ora infatti si teme l'irresponsabilità delle persone.


Il virus é come se avesse messo alla luce l'oscurità di questa sudicia società. Da una parte gli interessi economici che hanno sovrastato sulla salute del cittadino, sottolineando ancora una volta che non siamo altro che un numero. Dall'altra parte ha evidenziato l'insensibilità, egoismo, dell'essere umano. Il covid 19 é una disastrosa crisi sanitaria, economica e soprattutto umanitaria.

Una guerra virale di cui si sa ancora ben poco, troppi infatti i punti interrogativi in merito, é stato il pipistrello? O un esperimento in un laboratorio? Il virus anche si conosce poco, ci sono state diverse teorie, più virologi hanno espresso opinioni diverse, e il problema é questo, non puoi sconfiggere un nemico che non conosci. Però, puoi imparare a convivere con lui.

Ed é questo che dovremo fare d'ora in poi, imparare a convivere con un coinquilino non desiderato, uno di quelli che fa tanto rumore, che nessuno vuole ma che si é obbligati ad avere intorno. Ecco, il covid é il nostro coinquilino di merda.

Questo virus ci ha messo a dura prova e noi abbiamo accettato coraggiosamente la sfida. Abbiamo adattato le nostre esigenze all'emergenza: le scuole in via telematica, i negozi in modalità online, abbiamo fatto palestra con le app, e i masterchef con fattodabenedetta. E dopo anni di sottovalutazione e mal utilizzo dei social media siamo stati finalmente in grado di dargli la giusta importanza, apprezzando non solo la velocità del modem di internet, ma soprattutto la vicinanza in ogni momento trascorso in videochiamata.


Il covid é stato una doccia fredda, il peggior e inaspettato incubo. È riuscito in giro di pochi mesi ad immobilizzare un pianeta intero, fermando addirittura l'inquinamento. La natura per qualche mese ha potuto riprendere a respirare, ricordandoci la bellezza dei fiori, dei laghi, dei delfini. Ci ha ricordato quanto affascinante sia vedere una rosa fiorire, la primavera sbocciare. Peccato però che una volta tornati alla “normalità”, torneremo alla nostra vita frenetica dimenticandoci ancora una volta della nostra terra.


C'é chi ha perso uno o più familiari alla volta, chi amici o conoscenti. È questa la vera tragedia: la morte. Questo virus non ha pietà per nessuno, é crudele. A molti non ha permesso poter dare l'ultimo saluto ai propri cari, in tanti, in troppi sono andati via da soli impauriti in una stanza di ospedale. Questo dovrebbe farci più male di tutto. Il resto, si può ancora tutto risolvere ma é alla morte che non c'é rimedio.


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