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Il cambiamento é possibile


Mi chiamo Veronica. Una ragazza normale. Come tutte. Mai avuto nessun problema, tanto meno di salute.

Almeno fino all'ottavo mese di gravidanza.


Ho 19 anni, rimango incinta. Non esito un attimo. Lo tengo. A poco più di 20 anni ho partorito.

La gravidanza, non é stata proprio come l'aspettavo. Anzi...


Non ho mai sofferto di obesità. Mai avuto problemi di sovrappeso. Al contrario, ho sempre prestato molta attenzione al peso specialmente in gravidanza. Ricordo che mia madre era arrivata ad ingrassare 30 kg quando aveva partorito di me e mio fratello. Ed io, non volevo sicuramente prendere tutto quel peso.


Le visite con la ginecologa procedono bene. Nessun problema. Tutto nella norma. Presto attenzione al peso, non ne faccio malattia ovvio, però cerco di non esagerare. Anche se sono davvero preoccupata. O meglio, ansiosa. Ho paura di ingrassare anch'io 30kg.

Parto da 68kg. Non sono mai stata magrissima, ma normale, con le giuste forme.

Almeno fino alla fine del settimo mese di gravidanza.


Poi, é iniziato l'inferno.

Mi gonfio. Talmente tanto che inizio letteralmente a lievitare. Non ci posso credere. Non ha senso. Sono sempre stata attenta. Eppure, il peso aumenta in maniera esponenziale, la pressione arteriosa sale. Mi sento stanca, quasi sfinita. La testa mi fa male. E il peso aumenta sempre di più. Non capisco cosa mi stia succedendo. Non é normale. L'ansia sale. Prende controllo su di me, sui miei pensieri. La paura pervade tutto il mio corpo. Mi sento persa, confusa. Non ho idea del perché il mio corpo si stia trasformando così. E più mi guardo allo specchio e più non mi riconosco. Questa non sono io!

Cerco di farmi forza. Provo a sdrammatizzare. Mi faccio chiamare il palloncino gonfiabile, anzi mi definisco io stessa così. Passo i miei giorni con la convinzione che possa riappropriarmi del mio corpo, del mio peso. Mi continuo a ripetere che tornerà tutto come prima.


La gravidanza dovrebbe essere un momento magico, ed io mi sento imprigionata nell'inferno. Un incubo dal quale non riesco a risvegliarmi.


Il parto era previsto per il 15/01/2001. Ma, mio figlio é nato solo l'8 febbraio. Taglio cesareo d'urgenza. Io non provo nessun dolore, non c'é stato travaglio. Il bacino é completamente chiuso, tanto che sia io che il mio piccolino abbiamo rischiato la vita.

Nonostante il mio peso, nonostante i rischi annessi ai miei 200 kg, il mio bimbo é nato sano, perfetto, supera i 4 kg. Lo guardo ammirata. É la mia gioia più grande.


Sono arrivata a pesare 220 kg e ancora non riesco a spiegarmi come sia potuto succedere. Sento che c'é qualcosa che non va. Non può essere solo la gravidanza. 152kg sono tanti per una gravidanza.

Non mi perdo d'animo. Non faccio altro che ripetermi in continuazione che tornerà tutto come prima. Deve tornare tutto come prima. No? No. Ma, per fortuna il peso si é fermato a 220kg.


Poco a poco inizio a perdere me stessa. Mi ritrovo nel corpo di una persona che non conosco. Sono presa dall'esasperazione. Il mio corpo si riempie di macchie scure. Gomiti, ginocchia, collo, inguine, caviglie persino sotto il seno. Si chiama

acanthosis nigricans è un ispessimento iperpigmentato. Soffro di ipertensione. Più passa il tempo e più peggioro. Arrivo a perdere i capelli. E la mia identità, in un attimo é sparita. Compro qualche parrucca. Le indosso, e fingo che il problema non esista.

Ma invece é lì, che mi guarda e mi soffoca.

Mi riempio di acne. Non ne ho mai sofferto, neanche in adolescenza. Perché ora?

Un'esplosione di peli, aumento degli ormoni maschili e abbassamento di quelli femminili. Amenorrea, il ciclo é definitivamente scomparso.



Non posso essere madre.


Non riesco ad alzarmi dal letto. Mi sento impotente.

Vedo mio figlio crescere tra le braccia dei miei genitori, di mio fratello e dei nonni paterni. Io non posso muovermi. Posso solo restare nel letto, giocare un po' con il principino. Dormire con lui, tenerlo stretto. Tanto stretto. Non posso fare di più.

É mia madre che mi accudisce. Fa la spesa, pulisce casa, si occupa persino della mia igiene. Mi sento in gabbia. Inutile. Non sto vivendo la mia vita. Dopo due passi mi sento morire. Non sono in grado di fare niente da sola.Ho perso la mia indipendenza, la mia dignità. E non so neanche perché.


Non mollo. Non mi posso arrendere. Mi rimbocco le maniche. Reagisco !


Mi rivolgo a diversi centri per l'obesità. Consulto un svariato numero di strutture, medici. Provo diete di ogni tipo. Con o senza pillola. Ma non dimagrisco. Non perdo peso. Ho provato persino il digiuno. Per 14 giorni ho bevuto solo acqua e mangiato zucchine bollite. Sotto osservazione stretta e autoritaria di mia madre. Ma niente. Neanche un etto in meno. Al contrario, ho ingrassato 14kg. Sento di crollare. É inverosimile. Non riesco a crederci. Non voglio, non posso crederci.


Deve esserci qualcosa. Cerco su internet tutto quello che può riguardare l'obesità. Mi faccio prescrivere analisi su analisi. Ma nessuno mi sa dare una risposta. É tutto regolare. Ma non lo é, non può esserlo. Ingoio la delusione. Brancolo nel buio per cercare di capire cosa mia successo.


I siti italiani non mi soddisfano. Inizio a fare ricerche su siti americani, in America il tasso di obesità é superiore. Magari sapranno dirmi qualcosa. Non chiudo occhio. Sono letteralmente incollata al computer.

Sono su un forum. C'é una donna che ha i miei stessi sintomi. Le risponde un medico. E finalmente mi dà una risposta: sindrome dell'ovaio policistico. Per la prima volta dopo anni ho finalmente un nome!


Aspetto la mattina seguente con entusiasmo.


Ho trovato un ginecologo competente. Davvero in gamba. Dopo una sola visita alle mie ovaie mi conferma: ho la PCOS. Da non confondere con la micropolicistosi ovarica diffusissima nelle donne. La PCOS è rarissima, solo a poche donne la sindrome si sviluppa appieno, e di solito se ne accorge per l'infertilità.

Ma io un figlio l'ho avuto. Ed é stata la gravidanza il motivo scatenante. Sono rimasta incinta per miracolo ed il mio organismo é andato completamente in tilt.


Sono nata con questa sindrome, ma non ne avevo idea.

Non ho mai avuto alcun sintomo. Mai un ritardo mestruale. Nessun segnale. La PSCOS si riconosce subito, le ovaie si presentano affollate. Soffocate da migliaia di cisti.


Ora non mi resta altro che riprendermi in mano la mia vita.


Agguerrita più mai ho in testa solo l'idea di salvarmi.

Inizio la cura ormonale. Ma il peso devo assolutamente abbassarlo.

Così inizio l'iter chirurgico, la bariatrica. É il 2006 se ne sente parlare poco. Sono ancora poche le persone che sono capaci di trattare questo tipo di chilurgia.

Vado a Viterbo. Provo diverse strutture, ma nessuno é capace di trasmettermi serenità, fiducia. Per loro sono solo un caso medico interessante da studiare. Nessuna umanità.


A Belcolle di Viterbo, l'11 maggio sono rinata per la seconda volta.

Non ho mai smesso di lottare. Bastava che guardassi negli occhi di mio figlio.

Lui é stata la mia molla. Ha fatto sì che non mi arrendessi, mai. Se é arrivato per miracolo, si merita una madre migliore. Non mi sono mai presa un giorno di riposo dalla mia battaglia.

Ringrazio la mia famiglia, che mi é sempre stata accanto in quegli anni terribili. Senza di loro oggi non sarei qui. Si sono fatti carico di me e di mio figlio. L'hanno cresciuto. Mio fratello ha in parte dovuto rinunciare alla sua adolescenza. Se lo portava ovunque. Il loro legame é speciale. Non sono zio e nipote, ma fratelli. Come per i miei genitori, Leornardo é come un figlio.


Sono dimagrita con il bypass gastrico, che mi ha permesso di scendere sopra i 60 kg in pochi mesi. Da lì la discesa, giorno dopo giorno.

Ogni giorno c'era un cambiamento. Ogni giorno ero finalmente sempre più magra. Grazie alla cura ormonale anche le altre malattie sono sparite, come per magia. Il ciclo é tornato regolare, l'acne sparito. La pressione é stabile. Non avevo potuto allattare mio figlio perché non avevo latte. Poi, iniziai a perderlo. Ora, non più.

Ho un grave assorbimento di ferro e questo aggrava la perdita dei capelli. Ma alla fine, sono solo capelli. Ho gettato le parrucche. Voglio combatterla così la mia battaglia. E poi, c'é chi si trova nella mia condizione per problemi più seri.


Che donna sono oggi? FELICE.


Sono pienamente orgogliosa di me stessa, della mia forza di volontà, del mio carattere molto forte e pretenzioso, sono molto esigente con me stessa. Alla vita mi approccio sempre con il sorriso e positività. Mai un pensiero negativo,mai una lacrima,vedo sempre il bello. Vivo a colori, il nero l'ho lasciato alle spalle. Fortunatamente oggi la mia malattia non si fa notare,so che esiste. É lì che "dorme". Io mi prendo cura di lei con le medicine e con l'alimentazione, fondamentale e anche su questo ho studiato moltissimo, ho un approccio molto medico alla mia alimentazione e mi informo di continuo. Sono 14 anni, che me ne occupo a stretto contatto. Non pratico sport, perché non ho il tempo materiale. Lavoro tutto il giorno, solo il weekend mi concedo lunghe passeggiate, la camminata aiuta moltissimo nella perdita di peso.

Il legame con mio figlio è meraviglioso. Siamo non solo madre figlio, in primis siamo amici, ci raccontiamo tutto entrambi, affrontiamo la vita insieme. Ci basta guardarci, il tono della voce diverso, persino dagli sms capiamo se c'è qualcosa che non va. E' qualcosa di viscerale. Non lo vorrei diverso da com'è.

La mia vita l'ho dedicata a mio figlio e alla malattia, fino a 3 anni fa, quando ho permesso al mio nuovo compagno di far parte della nostra vita. Da subito non gli ho nascosto niente di ciò che ho vissuto, di ciò che ero. Persino che indossavo la parrucca fu il nostro primo argomento, lui doveva sapere tutto da subito. Sai quando le cose le senti a pelle? Lui è stato così, ci siamo sentiti. Ed oggi eccoci ancora qui, ha accettato tutti i miei difetti e se li è fatti suoi. Quando gli ho raccontato tutto è rimasto in silenzio,ero un fiume in piena, gli raccontavo i dettagli più intimi e lui ascoltava, alla fine mi ha guardato e mi ha sorriso.

Ci siamo abbracciati e lì erano racchiuse tutte le risposte che cercavo.

Oggi ci aiutiamo a vicenda. Quando l'ho conosciuto era quasi 40kg in più di oggi, aveva appena iniziato una dieta a base di prodotti chimici. Gliel'ho fatta interrompere, gli ho chiesto di darmi fiducia. In un anno é dimagrito.


Mangiamo in maniera sana, ci concediamo qualche vizio nel weekend, direi che ce lo meritiamo. L'alimentazione è fondamentale, saper fare le scelte giuste ci permette di vivere in equilibrio con il nostro corpo. E poi la dieta deve essere una moderazione e non una restrizione.

Per questo ho deciso di aprire un blog. Oltre alla mia storia, ai post motivazionali per spronare chi sta facendo questo percorso, racconto anche la mia dieta di oggi, come si sviluppa un mio piano alimentare, quale scelte compio per non vanificare tutti gli sforzi di questi lunghissimi anni, perché ho un messaggio forte e chiaro da lanciare : di obesità si può anche morire.. Ma si può anche vincerla.


Il cambiamento é possibile!

Veronica Galoppini

Puoi seguirla anche su

https://lamiaweightwatchers.blogspot.com/?fbclid=IwAR1KSEzE1KQ3z8ba3OqUkzGTzmCujb5TvOrnEMuihCcC9yYZ1WoIbkhTtaY




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