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Il mio viaggio in Thailandia


É il 3 luglio anno 2018.


Sono a Roma, aeroporto di Fiumicino in partenza per la Thailandia, Bangkok. Sono super eccitata. É il mio primo viaggio fuori dal continente europeo. É uno di quei viaggi che ho sempre sognato.


E allora, zainetto sulle spalle. Senza tappa precisa, senza hotel. Solo con tanta voglia di scoprire un nuovo mondo.

Il mio fidanzato ha deciso di regalarmi il biglietto per la mia laurea. Siamo lì seduti su questo aereo enorme senza sapere cosa ci aspetta.

Ci mettiamo comodi, il volo sarà lungo 14 ore con scalo a Kuwait e poi finalmente la tanto attesa Thailandia.


Cuscino, copertina, cuffie alle orecchie e un piccolo schermo su cui guardiamo film in inglese o giochiamo a carte. Arriva il pranzo. La linea aerea é araba, ed il cibo anche. Té caldo e caffé. Per quanto lungo sia il viaggio non é affatto scomodo.


Arriviamo a Kuwait. Il volo per Bangkok é tra 6 ore. Decidiamo di rimanere comunque in aeroporto. Mangiamo qualcosa, cerchiamo di connetterci al wifi. Passano le ore. Check-in e controlli fatti. Finalmente ci imbarchiamo, la Thailandia ora é finalmente più vicina.


Siamo arrivati in aeroporto, prendiamo una specie di uber thailandese. Scendiamo nel quartiere art street. Gli occhi mi brillano. Quanti colori nuovi. Odori diversi.


Decidiamo di alloggiare in questo piccolo hotel proprio nel cuore del quartiere. L'hotel è un'opera d'arte vivente. É pieno di quadri, disegni. Ogni stanza é diversa dall'altra. Con artisti ed opere diverse. É un hotel pittoresco. Non è molto grande. Il personale è gentile e disponibile. Da qui, si respira tutta la street art thailandese.


Sono passate poche ore e già mi sento immersa in questo mondo.


Entro in stanza. É piccola ma accogliente. Pulita ed ordinata. Una volta entrata nel bagno mi sono accorta che l'adattamento sarebbe stata la parola d'ordine di questa esperienza. Il gabinetto non dispone della nostra classica catena ma per poter scaricare bisogna usare il soffione della doccia. Un piccolo lavandino al suo fianco. Una doccia che faceva tutt'uno con il resto del bagno. Non c'era nessuna tenda. Niente piano doccia. Solo uno scarico nel pavimento.


Il fuso orario inizia a farsi sentire. Siamo in viaggio da più di 15 ore. Decidiamo di riposare un'oretta. Ci svegliamo super carichi. Una doccia veloce. E iniziamo la nostra prima giornata thailandese. Impariamo subito la parola kapun ka. Ogni volta che parliamo con uno del posto a fine frase si rivolgono a noi con quella parola. Fanno una specie di inchino in segno di rispetto. Mi sento già travolta dalla loro cultura e affascinata dalla loro gentilezza. I thailandesi sono persone rilassate, che ti trasmettono serenità, sono calmi e pacati.


L'aria che si respira é nuova. É letteralmente un'altra realtà. Girovaghiamo per quelle strade travolti da questa città che non smette di stupirci.


Bancarelle che vendono scarafaggi e cavallette. Tende trasformate in ristorantini. Con tanto di bacinelle per lavare piatti. É tutto diverso. L'igiene in primis.


Iniziamo la nostra scorpacciata di riso. Riso in qualsiasi modo. Mangio cose nuove, diverse. Non mi preoccupo troppo di cosa ci sia dentro. Mi interessa solo mangiare thailandese, avvicinarmi a questa cultura quanto più mi sia possibile. Tranne per gli insetti. Non sono pronta ad avvicinarmi fino a quel punto.


Furgoncini allestiti da bar. Ruote di macchine che diventano sgabelli. É un riciclo di oggetti continuo. É spettacolare. Riescono a creare delle cose assurde con vecchi rottami. Noi siamo abituati a buttare tutto. Loro ad aggiustarlo e renderlo migliore.


É mattina. Prendiamo il nostro primo tuk tuk. É davvero difficile spiegare la sensazione che si prova quando sali lì. In un pittoresco taxi a tre ruote girovaghiamo tra le vie di Bangkok. Impossibile descrivere la nostra eccitazione. Non smetto di ridere. Mi sento davvero felice.


Iniziamo il nostro tour nei templi. Per entrare bisogna essere coperti. Niente pantaloni corti o magliette scollate. Togliamo le scarpe, e a piedi nudi iniziamo la nostra scoperta verso il buddismo. Una religione che mi ha sempre incuriosita. E che ha influenzato molto il modo di vivere dei thailandesi.

L'autista ci fa fare un bel giro turistico della città. Passiamo da un templo all'altro. Da un'emozione all'altra.


Decidiamo Kanchanaburi come prossima meta, si trova a circa 100km a ovest di Bangkok. In realtà sarà una breve gita di un giorno. Prendiamo un pullman arriviamo in questo villaggio. Attraversiamo il fiume in questo ponte mezzo arrugginito. Ok, un po' di paura ce l'ho. Sotto di noi un fiume lunghissimo. Si vede tutto il villaggio da qui. La loro architettura é favolosa. Rimarrei a guardarne i dettagli per ore, senza stancarmi mai.


Un giro nelle bancarelle e poi treno. Il treno anche mi fa un po' paura. Passa in alcuni strapiombi assurdi. Quasi cade a pezzi. Non so in che anno sia stato fabbricato, ma sicuramente non negli ultimi vent'anni. Ci sono dei ventilatori invece dell'aria condizionata. Mi fa sorridere. Amo la semplicità di questo posto.


Iniziamo la nostra gita con un bel giro in zattera. Rimaniamo in questa enorme zattera a pranzare. Poi un giro nel fiume. Ora invece é il momento degli elefanti. É il pezzo forte di Kanchanaburi. Con molta difficoltà riesco a salire su questi giganti animali. Sono altissimi. Ed io, mi sento piccolissima. Rimango quasi immobile, troppa paura. Dopo qualche foto, continuiamo la nostra visita in questo straordinario villaggio. Torniamo a casa ammaliati dalla bellezza di questo posto. Panorami mai visti. Verde ovunque. Paesaggi a cui le foto non riescono a rendere giustizia.


Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di Bangkok. Prendiamo una barchetta, in realtà non saprei come descriverla. Entrava l'acqua dentro. E non era totalmente sicura. Decidiamo di fare un giro nelle Thai House. Delle vere e proprie baracche. Pronte a crollare da un momento all'altro nel fiume inquinato. Pensare alle condizioni in cui queste persone si trovano mi ha lasciato stranita. Non avevo mai visto niente del genere.

Mi soffermo a guardare le persone che ci vivono, chi prepara il pranzo, chi ritira i panni, chi pulisce. Quelle case stanno crollando. Cadendo a pezzi. E a loro non importa. I bambini sono lì con i loro piedini a mollo che ridono. Ci salutano con un sorriso che mi ha fatto innamorare. Sono felici. Con quel poco che hanno sono felici. Questo viaggio per il fiume mi ha fatta molto riflettere. Penso alle lamentele stupide che spesso faccio. Guardo loro e penso che a me non manca niente, eppure, non sono capace di accontentarmi come loro. Loro sono lì che vivono spensierati, felici. Non ho avuto la fortuna di poterci parlare, di potergli chiedere, di potermi informare. Ma ho visto i loro occhi che brillavano. I loro occhi sorridere. Mi hanno colpito molto. I loro sguardi mi hanno insegnato tanto. Sono qui da meno di 4 giorni e ho già imparato tante cose.

Prossima destinazione Krabi. É luglio, stagione delle piogge in Thailandia. A Bangkok siamo stati abbastanza fortunati. Abbiamo beccato poca pioggia. Ma a Krabi, temporali a non finire. Per arrivare nell'isoletta ci impieghiamo 12 ore in pullman. Arriviamo stanchi e con un mal di schiena assurdo. Ma felici di vedere un'altra parte del paradiso. Arriviamo nel bungalow. Inizia a diluviare. Passiamo la prima giornata e mezzo un po' delusi, tristi, dispiaciuti. Ci é voluto poco prima che decidessimo di correre in un market per comprare dei sacchi di mondezza da metterci sopra. Pazienza per la pioggia. Noi dobbiamo vedere Krabi, le sue spiagge, la sua città. Ci mettiamo questi cosi sopra, sembriamo dei preservativi giganti. Ridiamo per questo. Siamo bruttissimi. Ma affascinati di quanto possa essere bella Krabi anche sotto un diluvio universale. Spiagge lunghe, bianche. Un mare che rimane cristallino nonostante le correnti. Scogli raggiungibili a piedi. É meglio di come la immaginavo. Peccato per la pioggia, però.


É l'anno dei mondiali. Quindi decidiamo di tifare per il Belgio, la nostra prossima avventura. Guardiamo lì la partita contro la Francia. Nonostante la sconfitta non ci siamo dati per vinti. Abbiamo continuato ad assaporare a pieno Krabi. I suoi profumi, il suo cibo, la sua aria assolutamente travolgente.


Torniamo nel bungalow. Ma troviamo degli ospiti sgraditi. Dei giganti scarafaggi. Mai vista una cosa del genere, e ho vissuto per più di tre anni in Spagna e lì é pieno di cucarachas spaventose.

Copriamo tutti i buchi. Lasciamo la luce accesa e accendiamo il condizionatore. Ecco ora siamo in una cella frigo. Ma almeno abbiamo allontanato i nostri amichetti.


Abbiamo vissuto Krabi a 360°. Escursioni, lunghe passeggiate. La magia delle spiagge. Dei tramonti, dell'alba. Paesaggi mozzafiato. Passati i cinque giorni prendiamo la nave per Phi-Phi Island. Meta assolutamente più turistica. Arriviamo nell'isola. Sopraffatti dai suoi colori. Qui, la stagione delle piogge non esiste.


Appoggiamo le valige nel bungalow. Un bungalow suggestivo. Sul celeste. É piccolo, ma per dormire e per una doccia é perfetto, é tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il nostro entusiasmo viene placato subito: niente corrente elettrica ed acqua calda per qualche ora. Non riusciamo a capire bene se il disagio sia dovuto ad un guasto. Non ci perdiamo d'animo, infiliamo un costume e scendiamo in spiaggia. Acqua turchese. Spiagge paradisiache. Un sogno ad occhi aperti. Prendiamo il sole, ci rilassiamo. Facciamo una passeggiata sul lungo mare. É iniziata la vacanza.

A differenza di Krabi, Phi-Phi é molto più turistica, dispone di molti più servizi nonostante sia davvero piccola. Una via o due vie al massimo. Anche se piccola, mi perdo in quelle vie. Si respira aria di festa. É piena di giovani e turisti. E soprattutto, di beveroni di gin tonic a 1,50€.

Viviamo l'isola da veri e propri vacanzieri. Godendoci tutto quello che ci può offrire, fra cui un bel giro in barca per l'arcipelago. Lì abbiamo capito quanto veramente sia spettacolare la Thailandia.


Acque trasparenti, cristalline, turchesi. Il cielo si confondeva con l'oceano. Le spiagge sembravano disegnate. Ci tuffiamo dalla barca, arriviamo fino alla spiaggia delle scimmie a nuoto. É la prima volta che le vedo da così vicino. Sono simpatiche. Dispettose. E vendicative. Passiamo la giornata tra kayak, tuffi e immersioni. É senz'altro la giornata in cui ho vissuto di più in assoluto. Abbiamo visto pesci enormi, colorati. Mai visti prima d'ora. Abbiamo ballato, riso, stretto amicizia. Ci siamo divertiti. Per un attimo il mondo si é fermato.


Torniamo a Bangkok pieni di vita, di energia positiva. Torniamo a casa cambiati. Siamo partiti per conoscere la Thailandia, siamo tornati conoscendo noi stessi. Siamo tornati cambiando noi stessi. Il senso di avventura, di curiosità, di conoscenza. L'entusiasmo, l'adrenalina. La sorpresa, l'ammirazione, la riflessione. É quello che rende bello essere cittadini del mondo.


Grazie Thailandia.

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