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L'anoressia ti divora dentro

Sono tante le cause che portano una persona a soffrire di anoressia. Ma se se ne soffre senza rendersene conto?



Questa é la storia di una ragazza che a 16 anni ha dovuto combattere con l’accettazione di sé stessa. Inconsciamente ha iniziato a perdere peso, senza nessun motivo apparente. Non si é resa conto da subito di come il suo disturbo alimentare stava travolgendo il suo fisico e la sua mente.


Il cibo non é mai stato mio nemico

Il cibo non é mai stato mio nemico. Almeno così ho sempre voluto credere.

Ho iniziato a mangiare poco. Mi ero messa in testa che volevo perdere peso. In realtà, solo qualche chilo per dimagrire nelle cosce. Ho deciso di eliminare i cibi spazzatura. Ma più andavo avanti, più passava il tempo e più, mangiavo meno anche durante i pasti. Inconsapevolmente

in me si era innescato un rifiuto del cibo. É iniziato tutto in maniera casuale. Non era un obiettivo che mi ero predisposta ma, dopo qualche settimana l’appetito é iniziato a mancarmi.

Non avevo fissazioni legate al mio peso. Infatti non mi pesavo mai. Almeno fin quando mia madre non si é accorta che stavo dimagrendo troppo. Da lì, ho iniziato a pesarmi più spesso.


La bilancia era diventata il mio specchio.


Non mi rendevo conto del mutamento del mio fisico. Poi, un giorno mi sono pesata e la bilancia segnava 36 kg. É stato uno shock per me. Uno schiaffo in faccia. In quel momento ho iniziato a provare disprezzo verso me stessa. Mi facevo schifo. Avevo paura di guardarmi allo specchio e vedere riflesso uno scheletro.

Mi sentivo giudicata dagli altri. Dalle persone che incontravo per strada. Avevano uno sguardo sentenzioso. Mi fissavano con disgusto.


Chi non ci passa non potrà mai capire


Credo che quando si soffre di disturbi alimentari non si riesca a spiegare a parole quello che si prova, magari anche io prima di esserci passata se vedevo qualcuno che mangiava poco gli dicevo di sforzarsi che era importante nutrirsi, ma solo dopo ho capito.

Chi non ci passa non potrà mai capire come ci si sente. Mi sentivo debole e indifesa, incapace di dirigere la mia vita, non avevo voglia di fare nulla. Anche i miei voti a scuola hanno iniziato a risentirne. Sono sempre stata una studente modello, ma poi, mi sentivo risucchiata in un vortice. E, come un urgano aveva spazzato via tutta la mia vita, tutte le mie sicurezze.


In quel periodo anche una mia amica soffriva di anoressia. Ma a differenza mia, lei ha avuto gravi problemi e ha dovuto seguire una terapia per potersi curare. Vederla e sapere cosa stava passando, mi ha aiutato a capire che dovevo prendere in mano la mia vita, il mio corpo. Non potevo più fare finta di nulla. Dovevo reagire.


Ho avuto modo di parlare con lei ad una esibizione. Quel giorno, mi ero sentita male in pista. Sono svenuta per debolezza. Lei mi ha guardata ed ha iniziato a piangere. Si é avvicinata a me e con poche parole mi ha risollevata da quel tunnel oscuro. Mi ha in un certo senso salvata o almeno mi ha dato un motivo per salvarmi da sola.

Mi ha detto che capiva quello che provavo perché lei c’era passata prima di me, mi ha raccontato la sua esperienza e mi ha fatto aprire gli occhi dicendomi che ancora ero in tempo per rimediare. Mi ha detto di sforzarmi a mangiare. Di farlo subito, prima di ritrovarmi come lei. Costretta a essere seguita da una nutrizionista e da una psicologa.

Ho iniziato a focalizzarmi su di lei, sul suo fisico, sulla sua immagine. Ho avuto paura. Non volevo diventare così.


L’invidia da social network


Nei vari social, Instagram, Tik Tok, Facebook, si vedono solo donne bellissime, con corpi pazzeschi. Più sfogliavo la home e più mi sentivo inadatta. Invidiosa. Vedevo tutte quelle ragazze con quel fisico prosperoso e perfetto, le vedevo felici. Poi guardavo me, che avevo una tavola da surf. Dimagrendo il seno era iniziato a scomparire, ed il mio lato b era diventato invisibile, piatto.

Perché non potevo essere così bella anch’io come quelle ragazze?


La mia famiglia mi ha ritirato su


Stavo per affogare. Per cadere nel baratro dell’anoressia. La mia famiglia mi ha teso la mano, e mi ha fatto tornare su. Quando ho visto mia madre piangere ho capito che non facevo del male solo a me stessa ma anche e soprattutto alla mia famiglia.

Ci ho messo un po’ a capire che avevo un problema. Tutti i miei familiari mi sgridavano, mi mettevano pressioni.

“Devi mangiare”. “Guardati, sei anoressica”.

Io non sopportavo più loro e né quello che mi dicevano. Mi sentivo sola. Come se tutti fossero contro di me, e io non avevo nessun alleato, nessun amico che riuscisse a capirmi.


Poi, ho capito che ero molto fortunata ad avere loro. Che facevano così per me, per il mio bene, perché ci tenevano. La loro costanza, la loro perseveranza, non era un attacco nei miei confronti. Al contrario, volevano aiutarmi.


Non sono mai stata una persona sicura di sé stessa. Con un’alta autostima. Sono timida e mi imbarazzo facilmente. Ma oggi ho acquistato più fiducia in me stessa, mi piaccio di più. Ho finalmente capito che ognuno deve accettarsi per quello che é. Nessuno di noi dovrebbe sforzarsi

per modificare il proprio corpo, perché quello che conta è quello che c’è dentro di noi. Ciò che non é visibile all’occhio.



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