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So solo che sto male

Sono appena uscita dalla doccia e sono già in un bagno di sudore.

Fa caldissimo. Di un caldo insopportabile. Che ti soffoca.

Una mia amica mi ha invitato a prendere il caffè. Non ho forze. E neanche voglia. Ma è impossibile dirle di no. Lei, è una di quelle persone capaci di farti fare tutto. Anche, soprattutto quando non vuoi.


Mi infilo una camicetta a maniche corte ed una gonna nera di jeans a vita alta. Scarpe aperte, borsetta tracolla, occhiali da sole e sono pronta per uscire. L'appuntamento è solo a pochi metri da casa. Ma decido ugualmente di prendere la macchina. Troppo caldo per farmela a piedi.


Arrivo al bar. Beviamo il nostro caffè. Chiacchieriamo. Parliamo di noi. Ci confidiamo. Ci confrontiamo. Lei non sta passando un bel periodo, é un po' giù. Ha appena rotto con il suo fidanzato.

É nel suo momento no. Io invece, sono di un altro mood. Le cose mi vanno abbastanza bene. Sono felice, rilassata, soddisfatta.

Cerco di darle forza. Io sono la sua spalla. Quella su cui può piangere e ridere. La sua àncora. Pronta a tirarla su. Sempre.


Le do qualche consiglio che lei finge di non ascoltare. E' talmente presa. È a manetta. Parla a raffica. Non si ferma mai. Solo qualche secondo per prendere respiro.

Prendiamo un thé fresco. Devo ancora dedicarle qualche minuto. Ha bisogno di me. Delle mie orecchie. L'ascolto. Ogni tanto provo ad intervenire. Entro quasi timidamente nel suo sfogo. Ma non mi fa entrare del tutto. Lascia spazio giusto a qualche parola.


Sono le 18, lei deve andare a lavoro. Ci salutiamo. Salgo in macchina. Torno a casa.

Oggi é sabato. Io ed i miei amici non sappiamo ancora cosa fare. Come o dove concludere la serata. Siamo troppo indecisi.


Mi lavo, mi cambio. Un po' di mascara ed un leggero phard e sono di nuovo pronta. Abbiamo optato per un aperitivo ed una cena fuori.


Tra una bottiglia di rosso e una chiacchiera si sono fatte le 23. Nessuno di noi é ubriaco, solo un po' brillo. Ma decidiamo comunque di andare al bar a piedi. Non si sa mai. Poi, viviamo in un piccolo paese in cui i bambini sono abituati a correre per strada. E così ridiamo dei casini fatti da piccoli. E quella passeggiata diventa sempre più corta. Le gambe vanno da sole. Ridiamo e scherziamo. Parliamo di noi, dei nostri ricordi. Siamo amici da una vita.

Arrivati al bar la situazione é un po' un degrado. Tutti i ragazzi barcollano per la strada. A malapena si reggono. 15 enni che vomitano nei cespugli. 18 enni che si fanno delle peggior droghe. Li guardo un po' stupita. A me piace bere. Specialmente il vino, specialmente in compagnia. Ma perché ridursi fino a quel punto? Perdere completamente il controllo. Non essere padroni di noi stessi.


Mentre mi dirigo all'ingresso, cerco di far attenzione. Mi muovo con imbarazzo evitando di spingere qualcuno.

La serata procede bene. Con i miei amici ci sediamo in un tavolo fuori. Ci isoliamo da quel caos. Continuiamo la nostra serata senza preoccuparci del resto.

Si é fatto tardi. Tutti i bar hanno chiuso. Possiamo solo tornare a casa e dormire. Finalmente dormire. Sono stanchissima.


Ho deciso di lasciare la mia macchina nei parcheggi del ristorante. Non sono ubriaca. Ma ho bevuto tanto. Mi sento brilla. Non voglio rischiare la mia vita o mettere in rischio quella di qualcun altro.

Per fortuna, il mio amico ha deciso di non bere oggi. Ha retto la serata con succo alla pesca e acqua frizzante. É un eroe. Uno di quelli a cui si dovrebbe fare una statua. Di questi tempi chi é che fa serata fino alle 5 con succo alla pesca? Il coraggio dev'essere apprezzato e premiato.


Salgo in macchina. Ho gli occhi che mi si chiudono da soli. Cintura messa. Mi sistemo tra il sedile. Ho trovato la mia posizione. Do la buonanotte al mio amico e mi addormento.


Lui va piano, talmente piano che la sua guida mi culla. Rende davvero piacevole il mio sonno.


Apro gli occhi. Sono coperta di sangue. Mi trovo sull'asfalto. Non so cosa sia successo. Tento di aprire gli occhi, ma ho del vetro dentro. Mi fa male. Sto male.


Un ragazzo alla guida di un'altra macchina era ubriaco. Ha perso il controllo. Si é sbattuto contro la nostra macchina. Non riesco a vedere il mio amico. Ma sento la sua voce terrorizzata. É in preda ad un attacco di panico. Completamente sotto shock. C'era un'altra nostra amica nella macchina. Non la sento. Non so se abbia perso i sensi.

Mi sforzo. Cerco di aprire gli occhi. Ci metto tutto l'impegno possibile, devo sapere se lei é ancora viva.


C'é un casino assordante. Una confusione snervante. C'é polizia ovunque. Ambulanze. Vigili del fuoco. Non capisco cosa sia successo.

Non riesco ad aprire gli occhi. So solo che sto male.



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