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Sono Beatrice e ho l'alopecia

Aggiornato il: feb 26



Non mi piace dire che soffro di alopecia. Preferisco dire ho l’alopecia. Soffrire ha una connotazione troppo negativa.
L'alopecia è una malattia autoimmune, cugina delle allergie, psoriasi, vitiligine etc... È il tuo corpo che si attacca da solo. L’alopecia attacca i bulbi piliferi e previene la crescita normale dei capelli. Lo stress non c'entra nulla. Nel mio caso, con l'areata, a volte riprendono a ricrescere per perderli poi da un'altra parte. Non si sa perché succede, per cui non c'è una cura definitiva. L’alopecia é imprevedibile. Meglio accettarla.



Ho quasi 27 anni.

Mio fratello si accorge che ho una piccola area della testa calva.

É dietro la nuca. Io non l’avevo mai notata.

I miei capelli sono lisci e abbastanza lunghi.

Ma l’area calva ha la dimensione di una grande moneta.

É completamente senza capelli.

Nel resto della testa invece sono tantissimi. Sono folti.

Non mi preoccupo. Non inizialmente.

Tutto sommato é una piccola area e la posso nascondere facilmente.

Mi faccio visitare dal medico.

Mi prescrive una pomata con steroidi ma non ha fatto molto effetto.


Passa qualche mese e mi accorgo di avere un’altra zona calva.

Poi un’altra. E ancora un’altra. Fino ad arrivare a ben cinque zone.

Tutte piccole. Per fortuna facili da coprire.

Cerco di mantenere la calma. Di vedere il lato positivo.


Scopro di essere incinta. Sono entusiasta.

Ma nel giro di tre / quattro mesi inizio a perdere tantissimi capelli.

Non riesco più a coprirli. Non posso più nascondere le zone calve.

Sono diventate troppe.


Perdere tutti quei capelli sta iniziando a pesarmi.

Non posso fare nessun trattamento.

Sono tutti sconsigliati in gravidanza e in allattamento.

Non ho nessuna alternativa medicinale o terapeutica.

Almeno per qualche mese.

É dura. La gravidanza é uno dei momenti più intrinsecamente femminili

della mia vita. Forse é solo una questione di vanità.

Non riesco ad accettare la malattia. Mi viene difficile.

Mi spaventa l’accostamento calvizie-cancro. Ho paura che le persone possano pensare che soffra di cancro. Possano compatirmi perché mi vedono incinta.


Non mi piace l’idea delle parrucche.

Non mi ci vedo. É l’unica cosa di cui sono sicura.

La parrucca mi ricorderebbe ogni giorno la malattia.

Doverla sistemare ogni mattina, ogni sera. Con l’ansia che si possa vedere.

Che qualcuno possa accorgersi che la indosso.

O che possa volare via con il vento.

Ho iniziato a mettere delle fasce elastiche per cercare di coprire le parti più esposte. Ho provato anche con turbanti e foulard.


Cerco di nascondere la malattia. Almeno a lavoro. Sono una manager di un ristorante. La mia famiglia e miei colleghi sanno. Ma non voglio che i clienti abituali facciano domande. Quelle domande scomode.


Non mi vedo bella. Non sono più sicura di me stessa. Non posso più usare lo shampoo. É una cosa stranissima per me.

É tutto nuovo, diverso. Ma non sono pronta ad accettare questo cambiamento. Non ora, non subito.


Sono al settimo mese di gravidanza. Sono in bagno. Mi guardo allo specchio. Vedo quei pochi capelli lunghi rimasti. Sembro Gollum.

Decido di fare il grande passo. Rasarmi.

Mio marito prende il rasoio in mano. Ci guardiamo. Provo una sensazione strana. Difficile da spiegare a parole. Il rasoio é in funzione. Il rumore mi mette un po’ di paura.

I miei occhi sono rivolti al pavimento. I miei capelli sono lì. Avevo i capelli lunghi fino alle spalle. E ora sono letteralmente pelata. Piango. Tanto.

Respiro. Rifletto. Alla fine, decido di donare i pochissimi capelli rimasti ad una associazione, che utilizza le donazioni per fare le parrucche. Anche se pochi, spero possano aiutare qualcuno/a.


Dopo la rasatura mi sento diversa. Meno donna.

Provo vergogna. Ho paura delle reazioni delle persone.

C’é sempre qualche sguardo non richiesto.

Nessun insulto. Nessuna cattiveria. Non diretta almeno.


Rasarmi però é stato anche liberatorio. Era l’unica maniera che avevo per prendere in mano il controllo. Per accettare realmente la malattia.

Una volta rasata non potevo più tornare indietro. Era l’unico mezzo a mia disposizione per reagire. Per essere forte.

Mi sono rasata. Non ho aspettato che mi cadessero tutti i capelli.

Ho preso io la decisione. Ho smesso finalmente di nascondermi.


Passano le settimane. Quel senso di vergogna inizia ad andar via.

Finalmente inizio a capire. A sentirmi sicura. Non ho fatto niente di male.

Non ho nessuna colpa. Ho ben altre cose a cui pensare. Molto più importanti dei miei capelli. Tra due mesi nascerà il mio piccolino.


Se potessi dire cos'é per l'alopecia? La definirei con una parola: trauma.

L'alopecia per me è stata una sfida difficile. Ci ho messo tempo per accertarla. Per reagire e avere il controllo della situazione.


Ho perso i capelli. Ho avuto paura che le persone potessero pensare

che avessi il cancro. Quando non l’avevo(Per fortuna!!).

Ero incinta. Stavo per diventare madre. Uno dei miei sogni più grandi. E non facevo altro che pensare all'alopecia e ai miei capelli.


Per poterla accettare ho imparato a conoscerla e a capirla.


L’alopecia mi ha reso più forte. Mi ha fatto aprire gli occhi.

Grazie a lei ho capito che c’erano cose ben più importanti nella vita.

Ho imparato ad accettarmi così come sono.

Sono soddisfatta di poter essere un esempio per i miei figli.

Sono soddisfatta per ogni volta che un'estranea mi ha detto che l’ho ispirata. Che anche lei magari avrebbe provato a non coprirsi. A non nascondersi. A non vergognarsi.


Non sono una ragazza che "soffre" di alopecia. Sono una ragazza che ha l'alopecia. E che oggi ha finalmente imparato a non farmene un problema.

I capelli rasati sono diventati il mio tratto distintivo. Non mi vergogno più.

Sono riuscita ad accettarla. A capire che é una malattia, ma non dolorosa. Che non mi limita fisicamente. E che quindi non devo permetterle di farlo mentalmente.


Ho capito che l’unico problema che avevo con la malattia era il pensiero dell’altro. Quello che gli altri potessero pensare di me. Poi, ha smesso di importarmene. Più il tempo passa, più prendo consapevolezza in me stessa. Credo in me. Sono sicura. Mi sento donna, viva. Felice. Soddisfatta.

Nella nostra società una donna senza capelli é considerata “meno donna”.

Questo pensiero ha dei risvolti profondamente psicologici in una donna che ha l’alopecia. Perché si sente meno femminile. Come se le mancasse una parte di sé. Quella che la distingue da un uomo. Dobbiamo invece capire che non é così.

Il problema non é che io ho perso i capelli. Il problema é che vengo considerata meno donna per questo. Nonostante io sia la stessa di prima. Con gli stessi pregi e difetti. Con le stesse conoscenze e le stesse aspirazioni. Il fatto di non aver capelli non cambia chi sono.


Bisogna imparare ad accettarsi per chi si è, non per chi si vuole esser per gli altri.


Sono Beatrice e ho l’alopecia.




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